Categoria: Detrazioni Fiscali

Detrazioni Lavoro Dipendente, Novità, Importi e Procedure

Il Governo Draghi tra le tante leggi a favore dei cittadini Italiani, nell’ultimo provvedimento del 2022 è intervenuto in materia di tassazione IRPEF modificando di calcolo dell’imposta lorda delle detrazioni fiscali da lavoro dipendente e del trattamento integrativo (ex “Bonus Renzi”) che corrisponde a 100 euro mensili.

Nel dicembre del 2021 sono state approvate leggi e decreti numero 234, la Manovra (articolo 1 comma 2) e Testo Unico delle Imposte sui Redditi (cosiddetto “TUIR”, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986 numero 917) che disciplina le detrazioni fiscali in favore di coloro che producono uno o più redditi da lavoro dipendente e taluni redditi assimilati.

L’artico 3 della norma approvata modifica l’articolo 13 comma 1 del TUIR, che riconoscere ai contribuenti un importo tale da abbattere l’IRPEF lorda, in ragione dei costi sostenuti dall’interessato nella produzione dei redditi (ad esempio al prezzo del carburante o degli abbonamenti per i mezzi pubblici, utilizzati per recarsi al lavoro).

La detrazione non è della stessa misura per tutti i lavoratori, essa è legata al reddito complessivo ai fini fiscali del contribuente, il calcolo deve essere fatto al lordo degli oneri deducibili (compresi i redditi dei fabbricati soggetti a cedolare secca), ma vengono esclusi:

  • Il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze;
  • I premi di risultato soggetti ad imposta sostitutiva del 10%.

Analizziamo in dettaglio come cambiano (e di quanto) le detrazioni da lavoro dipendente.

Le nuove detrazioni da lavoro dipendente fanno riferimento sempre all’articolo 13 del TUIR in modo da differenziare gli importi differenti a secondo dei redditi.

La Manovra 2022 ha modificato i redditi e delle detrazioni, in particolare la prima fascia di calcolo passa da 8 mila a 15 mila euro.

Sono state modificate inoltre le soglie del secondo e terzo scaglione delle detrazioni:

  • Nel 2021 ricadevano nella 2°fascia tutti i lavoratori che avevano il reddito superiore a 8 mila ma non superavano 28 mila euro, nel 2022 c’è stata una modifica che sposta l’asticella da 8000 a 15000 euro fino alla soglia dei 28000;
  • Nella 3° fascia sono stati inseriti i lavoratori con reddito complessivo superiore a 28 mila ma non eccedente i 55 mila euro.

E per concludere nell’anno 2021 i lavoratori che superavano la soglia dei 55000 euro e non spettavano le detrazioni, oggi l’asticella si è abbassata a 50000 euro.

Detrazioni lavoro dipendente 2022: le nuove regole

Tenendo in considerazione delle indicazioni dell’ultima legge di bilancio, già dalla busta paga di gennaio 2021 le detrazioni si devono calcolare facendo riferimento alla seguente tabella:

Anno 2022
Reddito complessivo (RC) Detrazione
Non superiore a 15.000,00 euro 1.880,00
Superiore a 15.000,00 ma non eccedente i 28.000,00 euro 1.910 + [1.190 * (28.000 – RC) / 13.000,00]
Superiore a 28.000,00 ma non eccedente i 50.000,00 euro 1.910 * [(50.000,00 – RC) / 22.000,00]
Oltre 50.000,00 euro 0

Altra detrazione che viene riconosciuta annualmente pari a 65,00 euro per i lavoratori con reddito da 25000 a 35000 euro. (Decreto Legge numero 3/2020) il calcolo deve essere fatto comprendendo tutti i giorni compresi i festivi, riposi, ed altro, che danno diritto alla retribuzione soggetta a ritenute fiscali (cosiddetti “giorni detrazione”), mentre devono essere esclusi quelli per i quali non spetta alcun compenso (le aspettative non retribuite e le assenze ingiustificate).

Tutto quanto detto non vale per la prima fascia di detrazione (quella per i redditi sino a 15 mila euro, in tal caso pur rapportando l’importo ai periodi lavorativi, questo non potrà essere inferiore a 690,00 euro elevati a 1.380,00 euro per i rapporti a tempo determinato.

Il confronto con il 2021

Per essere piu’ chiari nell’esposizione delle innovazioni della riforma confrontiamo i criteri di calcolo in vigore sino al periodo d’imposta 2021, prima delle modifiche decise dalla Legge di Bilancio:

Anno 2021
Reddito complessivo (RC) Detrazione
Non superiore a 8.000,00 euro 1.880,00
Superiore a 8.000,00 e non eccedente i 28.000,00 euro 978 + [902 * (28.000,00 – RC) / 20.000,00]
Superiore a 28.000,00 e non eccedente i 55.000,00 euro 978 * [(55.000,00 – RC) / 27.000,00]
Superiore a 55.000,00 euro 0

Per la fascia fino a 8000 euro le detrazioni spettante valgono le stesse considerazioni fatte per chi, dal 2022, ha realizzato un reddito complessivo non superiore a 15 mila euro (detrazione minima equivalente a 690 / 1.380 euro).

Detrazioni lavoro dipendente 2022: confronto tra importi 2021 e 2022

A parità di reddito si vede nella seguente tabella a quanto ammontavano le detrazioni da lavoro dipendente fino al 2021 e la somma spettante per il 2022.

Reddito complessivo Importo 2021 Importo 2022 Differenza 2022 – 2021
8.000,00 euro 1.880,00 euro 1.880,00 euro 0
15.000,00 euro 1.564,30 euro 1.880,00 euro + 315,70 euro
20.000,00 euro 1.338,80 euro 2.642,21 euro + 1.303,41 euro
25.000,00 euro 1.113,30 euro 2.249,53 euro + 1.136,23 euro
32.000,00 euro 833,06 euro 1.627,57 euro + 794,51 euro
40.000,00 euro 543,28 euro 868,10 euro + 324,82 euro

Un dipendente con reddito complessivo pari ad euro 20 mila:

Anno IRPEF lorda (A) Detrazioni lavoro dipendente (B) IRPEF netta dovuta

(A-B)

2021 4.800,00 1.338,80 3.461,20
2022 4.700,00 2.642,21 2.057,79

 Detrazioni lavoro dipendente 2022 beneficiari

Durante la loro attività lavorativa i lavoratori che producono molteplici  redditi  possono avvalersi delle detrazioni (ai sensi dell’articolo 13 comma 1 del TUIR) se appartengono alle categorie sotto esposte:

  • Redditi di lavoro dipendente;
  • Compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20%, dai lavoratori soci di cooperative di produzione e lavoro, cooperative di servizi, cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli, cooperative della piccola pesca;
  • Indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti, a seguito di incarichi svolti in relazione a tale qualità;
  • Somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio ovvero di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale;
  • Somme e valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione a rapporti dicollaborazione coordinata e continuativa;
  • Le remunerazioni dei sacerdoti;
  • Le prestazioni pensionistiche di cui al Decreto Legislativo 21 aprile 1993 numero 124, comunque erogate;
  • Gli altri assegni periodici, comunque denominati, alla cui produzione non concorrono attualmente né capitale né lavoro, compresi quelli indicati alle lettere c) e d) del comma 1 dell’articolo 10 tra gli oneri deducibili, esclusi quelli indicati alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 41

Ex Bonus Renzi da 100 euro

La Legge di Bilancio stabilisce che a seguito dell’aumento delle detrazioni da lavoro dipendente si aggiunge la modifica dell’impianto del trattamento integrativo (ex “Bonus Renzi”), che a decorrere dal periodo d’imposta 2022, spetterà in misura “piena” (euro 1.200,00 netti annui) per chi ha un reddito complessivo non superiore a 15 mila euro (rispetto alla precedente soglia di 28 mila euro).

Tutti i lavoratori con reddito inferiore a 15 mila ma non superiore i 28 mila avranno diritto al bonus solo se la somma delle detrazioni (elencate all’articolo 1 comma 1 del Decreto Legge 6 febbraio 2020 numero 3) è superiore all’IRPEF lorda. Se questa somma viene superata, il trattamento integrativo (comunque non eccedente i 1.200,00 euro annui) sarà pari alla differenza tra le suddette detrazioni e l’imposta lorda.

A decorrere del periodo d’imposta anno 2022 la manovra ha abrogato l’ulteriore detrazione spettante, sino all’anno precedente, in favore di coloro che possedevano redditi superiori a 28 mila ma non eccedenti i 40 mila euro.

Bonus Mobili 2022, Requisiti, Novità e Importo Detrazioni

La nostra pubblicazione cercherà di indirizzare i lettori per l’invio all’Agenzia delle Entrate una corretta richiesta e presentazione della pratica per ottenere il Bonus Mobili 2022.

A seguito del bando del 2021 il Parlamento Italiano a emenato un altro decreto che rende possibile anche nell’anno 2022 usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici.

Può essere richiesto in occasione di un intervento di ristrutturazione edilizia acquistando nuovi mobili e/o grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.

BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI

Il bonus mobili consiste in una detrazione IRPEF del 50% su un importo massimo di 10.000 euro per l’anno il 2022 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici in occasione di ristrutturazione e si può richiedere il Bonus in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi (es. modello 730) inserendo in detrazione e recuperare la metà delle spese sostenute fino ad un massimo di 10mila euro.

La detrazione che si richiede nella dichiarazione dei redditi spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio.

Fate bene attenzione, le spese devono essere fatte da un solo coniuge, se sono sostenute da entrambi, esempio (Ristrutturazione dal marito e acquisto mobili dalla moglie) il bonus non spetta a nessuno dei due e l’importo da recuperare con detrazione deve essere suddiviso in dieci quote annuali di pari importo con il recupero a rate in 10 anni.

OBIETTIVO DELLO STATO E DURATA

Il governo Draghi ha rilanciato con forza questo secondo Bonus per la crescita del comparto arredamento mobili ed elettrodomestici in Italia all’indirizzo di tutti i cittadini che vogliono realizzare un ammodernamento della propria abitazione che è stato innalzato a 10.000 euro rispetto ai 5.000 inizialmente proposti dal Governo. Buona notizia è che il Bonus Mobili è stato confermato anche per i prossimi due anni ma con un tetto massimo in diminuzione fino al il 2024.

A CHI SPETTA

A questo Bonus possono accedere i proprietari di un immobile oggetto di ristrutturazione che siano contribuenti italiani, ai titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese come i proprietari o nudi proprietari e i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie).

Altri beneficiari sono locatari o comodatari, i soci di cooperative divise e indivise, gli imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce, soggetti che producono redditi in forma associata (i soci di società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, soci di imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Infine, possono accedere tutti i cittadini che sostengono direttamente le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:

  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
  • convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016;
  • componente dell’unione civile (la Legge 20 maggio 2016, n. 76, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesse sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili).

COME SI OTTIENE IL BONUS MOBILI?

Il Bonus si può richiedere sono in occasione di una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

La detrazione spetta anche quando:

  • i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio;
  • quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l’immobile, ma l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente;
  • se si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condomini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano arredi per la propria abitazione.

QUALI SONO I LAVORI DA REALIZZARE PER OTTENERE IL BONUS?

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti;
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali;
  • trasporto e di montaggio dei beni acquistati

Per concludere bisogna precisare che questi Bonus spettano anche a tutti i contribuenti che usufruiscono del Sismabonus, per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico, nonché, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020, del Superbonus di cui al comma 4 dell’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020.

LAVORI NON PREVISTI DAL BONUS MOBILI

  • i lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti come per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione d’infissi esterni, rifacimento di intonaci interni.
  • quelli finalizzati all’adozione di misure dirette a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (a meno che, per le loro particolari caratteristiche, non siano anche inquadrabili tra gli interventi edilizi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia);

LA CONDIZIONE DELL’INIZIO DEI LAVORI

Il bonus mobili 2022 può essere richiesto solo per gli interventi dal 1° gennaio 2021 questo perché la detrazione spetta a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano partiti dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici.

Alcuni esempi:

  • per gli acquisti effettuati nel 2021, è necessario che i lavori siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2020, mentre, se i lavori sono iniziati nel 2019, la detrazione non spetta;
  • per gli acquisti effettuati nel 2022, è necessario che i lavori siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2021, mentre, se i lavori sono iniziati nel 2020, la detrazione non spetta.

Inoltre, se un intervento edilizio iniziato nel 2021 sono già stati acquistati nello stesso anno mobili per 7.000 euro, per i quali si fruirà della detrazione, sugli acquisti che si effettueranno nel 2022 si potrà beneficiare di una detrazione calcolata sull’importo massimo di 3.000 euro (10.000 – 7.000).

Se invece si acquistano mobili nel 2022, non spetterà alcuna detrazione se nel 2021 sono già stati acquistati mobili ed elettrodomestici per un importo pari o superiore ai 10.000 euro.

LA DATA D’INIZIO DEI LAVORI

I beni di cui si parla devono essere necessariamente acquistati dopo la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

Se l’acquisto dei beni (mobili e grandi elettrodomestici) è destinato a un unico immobile facente parte di un edificio interamente ristrutturato da imprese di costruzione o ristrutturazione per data di “inizio lavori” si intende la data di acquisto o di assegnazione dell’immobile.

La data di avvio dei lavori può essere dimostrata, esibendo certificazione amministrative o dalla comunicazione preventiva all’ASL, se è prevista, invece in caso che non sono previste le comunicazioni o titoli è utilizzabile anche una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

QUALI SONO GLI ACQUISTI AMMESSI AL BONUS MOBILI?

  • mobili nuovi, come letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi d’illuminazione. È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo;
  • elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto dei sopra citati interventi. Sono ammessi tra gli acquisti, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

BONUS MOBILI MODALITA DI PAGAMENTI

  • con bonifico. Se il pagamento è disposto con bonifico, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia;
  • carta di debito o credito. In tal caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente;
  • finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con bonifico o carte e che il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento. In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.

Lo stesso dicasi per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.

Sono esclusi i pagamenti con assegni bancari, contanti o altri mezzi.

LIMITAZIONI

Il beneficio delle detrazioni ottenute e non goduto interamente, in caso di morte o vendita dell’immobile non può essere trasferito ad altri

BONUS MOBILI MASSIMO IMPORTO

Nel 2021 l’importo massimo per le spese di mobili ed elettrodomestici era del 50% di euro 16.000, mentre nell’anno in corso 2022 indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro.

La detrazione viene rimborsata dall’Agenzia dello stato con dieci quote annuali di pari importo.

Si fa presente che il bonus viene concesso a fronte di lavori eseguiti su una singola unità abitativa compreso le pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione, per cui se si eseguono i lavori di ristrutturazione su più immobili si avrà diritto più volte al beneficio.

BONUS MOBILI COME RICHIEDERE

Per la richiesta del Bonus Mobili l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione sul proprio portale un modello che si può facilmente scaricare, inoltre si può fare richiesta al CAF o consulente fiscale in fase di dichiarazione dei redditi, tutto questo nella presentazione del modello 730 o del modello Unico.

L’importo detraibile va suddiviso in 10 quote annuali di pari importo.

COMUNICAZIONE ENEA

Ultimo adempimento per la richiesta del Bonus Mobili è quello di comunicare all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie energia sviluppo economico sostenibile) gli acquisti per alcuni degli elettrodomestici acquistati (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici, asciugatrici), la mancata o tardiva trasmissione non implica la perdita del diritto alle detrazioni.

Per inoltrare la richiesta del Bonus, bisogna andare sul sito dell’Enea e compilare il modulo disponibile solo nell’area personale del portale.

La comunicazione deve essere presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori di ristrutturazione, di manutenzione straordinaria o d’interventi per il risparmio energetico.

CONTROLLI E DOCUMENTI DA CONSERVARE

Si raccomanda di conservare agli atti personale tutta la documentazione perché sia l’Agenzia delle Entrate che le Autorità Giudiziarie hanno la facoltà di effettuare i controlli della pratica in qualsiasi momento:

  • ricevuta del bonifico;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Bonus Verde 2022, Requisiti, Domanda e Importo Detrazioni 

È un Bonus che possono accedere i cittadini che vogliono fare il rifacimento dei giardini privati, detto incentivo può essere richiesto fino al 31 dicembre del 2022 per una cifra massima di 1800 euro senza dover inviare il modello ISEE, l’importo si deve chiedere attraverso il modello 730 in detrazione alle tasse dovute allo stato.

BONUS VERDE 2022 IMPORTO MAX IN DETRAZIONE

La spesa massima che si può effettuare per il rifacimento dei giardini pertinenti su abitazioni private è di euro 5000, applicando la detrazione Irpef del 36% si ottiene in restituzione una cifra massima di euro 1800.

BONUS VERDE 2022 LAVORI AMMESSI

Una volta ottenuto il Bonus si possono iniziare i lavori nelle aree verdi private a proprie avendo cura di non effettuale quelli non previsti.

I lavori che prevedono il rimborso sono:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, recinzioni o pertinenze, realizzazione di pozzi e di impianti d’irrigazione;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;
  • spese di manutenzione e di progettazione, solo se connesse all’esecuzione dei due tipi di interventi precedentemente citati.

Se per esempio se si effettuano lavori per un massimo 5000 euro, al termine si conservano agli atti le fatture dei fornitori, le ricevute dei pagamenti, e in fase di dichiarazione dei redditi (mod. 730) si richiede il rimborso del 36% della cifra spesa.

Il rimborso pari a euro 1800 sarà rimborsato dall’Agenzia dello Stato in 10 anni di pari rate per ogni unità abitativa. Si specifica che il beneficio non può essere richiesto per uffici, negozi e tutti gli immobili che non sono classificati uso abitativo.

CHI PUO’ RICHIEDERE IL BONUS VERDE 2022

Possono RICHIEDERE IL Bonus verde i seguenti cittadini:

  • proprietari dell’immobile;
  • titolari di nuda proprietà;
  • chi ha l’usufrutto;
  • persone che hanno l’immobile in comodato d’uso;
  • inquilini in affitto;
  • case popolari;
  • condomini, enti pubblici o privati che corrispondono l’Ires.

Si chiarisce che il Bonus viene concesso solo all’abitazione in dove vengono effettuati i lavori, In caso di vendita dell’abitazione per cui è stato percepito il Bonus Verde 2022, la detrazione non utilizzata in parte o del tutto viene goduta dal nuovo proprietario. Nel caso di decesso dell’avente diritto il godimento del beneficio fiscale viene trasmesso all’erede dell’immobile.

CONDOMINI BONUS VERDE 2022

Il Governo non ha trascurato i Condomini per il beneficio del Bonus Verde 2022 di fatti tutte le parti esterne dei fabbricati condominiali per una spesa massima di euro 5000 per ogni unità immobiliari a uso abitativo.
Il beneficio viene concesso solo se il Condominio risulta in regola con i versamenti delle tasse in dichiarazione dei redditi sempre il sistema di rimborso in 10 anni in uguali rate.
Vengono riconosciuti solo gli interventi ai giardini che comportano innovazione o modifiche mentre se si fanno lavori in economia ( solo con l’acquisto di materiali e manutenzione ordinaria) il beneficio non viene riconosciuto.

LAVORI CHE RIENTRANO NEL BONUS 

  • riqualificazione prati;
  • realizzazione pozzi;
  • realizzazione impianti d’irrigazione;
  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliare, recinzioni o pertinenze;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;
  • grandi potature;
  • spese di progettazione sui lavori effettuati successivamente e appartenenti alle precedenti categorie.

Dalle detrazioni non vengono presi in considerazione la manutenzione ordinaria e l’acquisto di attrezzature per le aree verdi.

PAGAMENTI

Gli unici pagamenti ammessi per beneficiare del bonus verde 2022 sono quelli tracciabili (carte di credito, assegni non trasferibili, bancomat, bonifico bancario o postale. Le ricevute dei pagamenti devono essere sempre disponibili in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

MODALITA’ PER OTTENERE IL BONUS VERDE 2022

Per accedere al beneficio del bonus verde 2022 il richiedente deve necessariamente utilizzare ditte registrate all’albo artigianale e che a fine lavori forniscano la documentazione e fatture necessarie alla presentazione presso l’Agenzia delle Entrate.

Altra documentazione obbligatoria da presentare è l’autocertificazione indicando somma totale delle spese portate in detrazione e dichiarando che sono state emessa tutta la documentazione prevista dalla legge.

Le spese sostenute devono essere indicate nel quadro “E” del modello 730 dell’anno in cui sono state sostenute, con il codice “12”.

L’Agenzia delle Entrate appena riceve la documentazione attraverso la dichiarazione dei redditi effettuerà i controlli per verificare che tutta la pratica sia stata istruita correttamente seconde le indicazioni riportate sul portale governativo.

In questo caso per usufruire del rimborso si deve solo richiedere lo sgravio diretto dell’imponibile Irpef (NO cedere il credito, NO richiedere lo sconto diretto).

DOCUMENTI DA ALLEGARE ALLA RICHIESTA BONUS VERDE 2022

I documenti da allegare alla pratica si possono presentare servendosi di un commercialista, consulente fiscale o un CAF autorizzato:

  • fatture o ricevute con codice fiscale del beneficiario della detrazione e descrizione dettagliata dell’intervento effettuato;
  • autocertificazione in cui si attesta che le spese non hanno superato il limite massimo di 5.000 euro previsto della detrazione;
  • documentazione dell’avvenuto pagamento delle spese con mezzi tracciabili;

Può verificarsi che un condominio non abbia il codice fiscale oppure le abitazioni siano inferiori a nr. 8, l’amministratore deve presentare la dichiarazione dove viene riportato che tutti gli adempimenti previsti dalla legge sono stati rispettati insieme ai dati catastali delle singole unità immobiliari.

MODALITA’ INOLTRO BONIFICO PER IL BONUS VERDE 2022

Nelle indicazioni del bando non sono specificate sufficienti informazioni a riguardo del pagamento a mezzo bonifico o altro sistema tracciabile, nella  circolare n.13 del 19 maggio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che in caso di bonifico nelle note devono essere indicate le seguenti motivazioni:

  • la causale del versamento dalla quale si evince il pagamento effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio verde che danno diritto alla detrazione;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione che può essere anche diverso dall’ordinante il bonifico;
  • numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è stato effettuato il bonifico.

Nel caso in cui il richiedente del Bonus Verde 2022 dimenticasse di apporre le motivazioni, successivamente può rimediare fornendo un atto notorio rilasciato dall’impresa che eseguito i lavori. Precisamente la ditta deve indicare la sommo percepita dal committente dei lavori e inserisca nei canali informatici dell’Agenzia Entrate attraverso un consulente fiscale, commercialista o CAF nella fase della dichiarazione dei redditi.

Bonus Fotovoltaico e SuperBonus 110%, ecco le Detrazioni 2022

A causa del caro bollette che attanaglia i cittadini Italiani da alcuni anni a questa parte, molte persone sono indirizzate alla installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto della propria abitazione o nei giardini che circondano la casa.

Il Bonus si può richiedere in fase di ristrutturazione della propria abitazione o durante il Superbonus 110% al fine di alleggerire nel tempo la fattura energetica.

Bonus Fotovoltaico 2022

Consiste nella installazione di pannelli fotovoltaici al fine di ottenere un consistente risparmio sul consumo dell’energia elettrica e di gas.

Si può richiedere in fase di:

  • Ristrutturazione con detrazione IRPEF recuperare il 50% della spesa nella dichiarazione dei redditi distribuita in 10 anni.

Il Bonus Pannelli viene riconosciuto ai richiedenti nel complesso dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che installa dei pannelli fotovoltaici, finalizzati al risparmio energetico. Per ottenere il Bonus Fotovoltaico 2022 mediante il Bonus Ristrutturazione, sono ammesse le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2024.

Per queste spese viene riconosciuto dallo stato una detrazione del 50% ripartita in 10 quote annuali di uguale importo.

Il limite massimo di spesa è di 96.000 euro e comprende manodopera, installazione, progettazione, imposta di bollo, iva, spese per perizie ecc..

Bonus Fotovoltaico 2022 a chi spetta

Il Bonus Ristrutturazione Impianto fotovoltaico viene riconosciuto ai contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.

Il bonus viene riconosciuto oltre che ai proprietari o ai titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori e che ne sostengono le spese, ma anche all’inquilino o al comodatario:

  • proprietario o il nudo proprietario;
  • titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • inquilino o il comodatario;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • i soci delle società semplici;
  • gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Altri soggetti che possono accedere al bonus sono:

  • familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile;
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

SuperBonus Fotovoltaico tramite Superbonus 110%

Si recupera il 110% in 5 anni nella dichiarazione dei redditi.

Il Bonus Fotovoltaico si può ottenere anche mediante il Superbonus 110 %, esso viene erogato sotto forma di una detrazione fiscale dell’IRPEF pari al 110 % da suddividere in 5 anni per una serie di lavori e opere di miglioramento energetico del fabbricato.

In questo caso si ottiene se vengono effettuati anche i lavori cosiddetti trainanti (l’isolamento termico delle superfici verticali, inclinate ed orizzontali per il 25% totale dell’edificio, installazione della caldaia a condensazione o pompa di calore, condizionatori e tende da sole) insomma tutti accorgimenti che comportano il miglioramento della certificazione energetica (APE) dell’edificio di almeno due classi energetiche.

SuperBonus Fotovoltaico tramite Superbonus 110% a chi spetta

  • condomini e mini condomini;
  • IACP e cooperative;
  • persone fisiche che effettuano lavori su abitazioni villette e unifamiliari.

I termini di scadenze per la presentazione delle domande sono così elencate:

edifici unifamiliari e le villette fino al 31 dicembre 2022 ma solo se il 30% dei lavori è stato realizzato entro giugno 2022;

condomini o edifici composti da 2 o 4 unità tutte intestate alla stessa persona l’agevolazione al 110% e attiva fino al 2023

poi scende al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025 nelle aree colpite dal terremoto negli ultimi anni. (L’Aquila al Centro Italia).

Come richiedere il Bonus Fotovoltaico 2022?

  1. Il Bonus Fotovoltaico 2022 può ottenere nei seguenti modi:
  2. detrazione in dichiarazione dei redditi (CAF o un consulente fiscale);
  3. detrazione sconto in fattura;
  4. cessione del credito.

Per chi sceglie il rimborso in dichiarazione dei redditi, deve procedere in caso di compilazione del 730 o rivolgersi al proprio commercialista o CAF.

Sconto in fattura e Cessione del Credito

  • lo sconto in fattura permette di recuperare la spesa subito (anziché in 5 o 10 anni con la dichiarazione dei redditi), il fornitore che ha realizzato il lavoro applica direttamente lo sconto all’atto della compilazione della fattura scalando la somma dall’importo da pagare.
  • Il fornitore per recuperare la cifra dello sconto applicato, a sua volta cede il credito alle Banche convenzionate, Assicurazioni o intermediari finanziari.

Il Governo Draghi, visto le numerose frodi emerse ha emanato diversi decreti al fine di contrastare gli abusi nel settore dell’edilizia, ha richiesto l’obbligo del visto di conformità (per lavori superiori a 10.000 euro) e dell’attestazione di congruità dei prezzi anche ai bonus casa ordinari.

Anche nel caso dell’installazione dei Pannelli solari con bonus corre obbligo d’inviare la comunicazione all’ENEA alla scadenza di 90 giorni dalla data di fine dei lavori.

Bonus Bicicletta 2022, Requisiti, Domanda e Importo

Il Bonus Bicicletta ha il tetto massimo di 750 Euro, monopattini elettrici, e-bike, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica. Il rinnovato Bonus biciclette 2022 per la mobilità sostenibile, offre ai richiedenti il credito d’imposta pari a un massimo di 750 euro per l’acquisto di biciclette, monopattini elettrici, e-bike, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica in condivisione (sharing) o sostenibile.

Tutti i cittadini Italiani potranno inoltrare le domande per il bonus mobilità 2022 e dovranno essere presentate rigidamente a causa di finanziamenti limitati dal 13 aprile 2022 e fino al 13 maggio 2022.

Il bonus biciclette 2022, o Bonus mobilità, è elargito sotto forma di credito d’imposta, nella misura massima di 750 euro, viene riconosciuto solo alle persone fisiche che dal 1° agosto 2020 al 31 dicembre 2020 hanno sostenuto spese per l’acquisto di biciclette, monopattini elettrici, e-bike, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica in condivisione (sharing) o sostenibile.

Per la presentazione delle domande il richiedente deve aver consegnato per la rottamazione un vecchio veicolo di categoria M1.

Come si accede al Bonus Bicicletta 2022

Per accedere al bonus biciclette, COME SOPRA ESPLICITATO IL CITTADINO RICHIEDENTE DEVE  aver acquistato dal 1° agosto 2020 al 31 dicembre 2020 biciclette, monopattini elettrici, e-bike, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica in condivisione (sharing) o sostenibile e al momento dell’acquisto è necessario aver consegnato per la rottamazione, nello stesso periodo, un veicolo, anche usato, con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 110 g/km, un secondo veicolo di categoria M1 rientrante tra quelli previsti dalla normativa in materia.

Ovvero quelli previsti nell’articolo 1, comma 1032 della Legge n. 145 del 2018 dove viene indicato di consegnare al venditore per la rottamazione un mezzo intestato da almeno 12 mesi allo stesso soggetto intestatario del nuovo veicolo o ad uno dei familiari conviventi alla data di acquisto del medesimo veicolo.

A quanto ammonta il Bonus?

Il bonus bicicletta 2022 è un credito d’imposta pari a un massimo di 750 euro, concesso dallo Stato fine ad arrivare a una spesa complessiva di 5 milioni di euro per l’anno 2020, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da pubblicare entro il 23 maggio 2022 sarà resa nota la percentuale del credito d’imposta spettante a ciascun soggetto.

COME SI INCASSA IL BONUS BICICLETTE?

L’Agenzia delle Entrate non liquida il cittadino con denaro ma deve essere utilizzato attraverso il 730 il credito d’imposta esclusivamente nella dichiarazione dei redditi in diminuzione delle imposte dovute fruibile non oltre il periodo d’imposta 2022.

Chi viene riconosciuto il Bonus all’atto della dichiarazione dei redditi 2021/2022 deve indicare l’importo del credito spettante, determinato applicando alle spese agevolabili indicate nell’istanza.

Nel caso in cui il credito d’imposta indicato nella dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2021 non è utilizzato totalmente o in parte, il credito residuo sarà riportato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2022.

QUANDO SCADE IL BONUS BICICLETTA 2022?

La richiesta per ottenere il bonus mobilità 2022 deve essere presentata attraverso il Sito dell’Agenzia delle Entrate dal 13 aprile 2022 al 13 maggio 2022 e nella stessa pagine del Sito Internet è anche possibile sostituire la richiesta con altra o addirittura annullare tutta la pratica con rinuncia lincando l’apposita casella.

RICHIEDERE IL BONUS BICICLETTE 2022 ATTRAVERSO CANALI TELEMATICI

Per richiedere il bonus bici 2022 occorre entrare sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella pagina (Area Riservata) poi (Accedi alla nuova area riservata) poi (Entra con Spid), inserire le credenziali personali e lincare la voce (Credito di imposta per la mobilità sostenibile) e continuare nella scheda della richiesta. La richiesta deve essere inviata esclusivamente con la modalità telematica o in mancanza rivolgersi a un soggetto incaricato e  autorizzato alla trasmissione delle dichiarazioni di cui all’articolo 3, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni. Dopo aver inviato la richiesta l’Agenzia delle Entrate rilascia, entro 5 giorni, una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni.