Detrazioni Lavoro Dipendente, Novità, Importi e Procedure

Il Governo Draghi tra le tante leggi a favore dei cittadini Italiani, nell’ultimo provvedimento del 2022 è intervenuto in materia di tassazione IRPEF modificando di calcolo dell’imposta lorda delle detrazioni fiscali da lavoro dipendente e del trattamento integrativo (ex “Bonus Renzi”) che corrisponde a 100 euro mensili.

Nel dicembre del 2021 sono state approvate leggi e decreti numero 234, la Manovra (articolo 1 comma 2) e Testo Unico delle Imposte sui Redditi (cosiddetto “TUIR”, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986 numero 917) che disciplina le detrazioni fiscali in favore di coloro che producono uno o più redditi da lavoro dipendente e taluni redditi assimilati.

L’artico 3 della norma approvata modifica l’articolo 13 comma 1 del TUIR, che riconoscere ai contribuenti un importo tale da abbattere l’IRPEF lorda, in ragione dei costi sostenuti dall’interessato nella produzione dei redditi (ad esempio al prezzo del carburante o degli abbonamenti per i mezzi pubblici, utilizzati per recarsi al lavoro).

La detrazione non è della stessa misura per tutti i lavoratori, essa è legata al reddito complessivo ai fini fiscali del contribuente, il calcolo deve essere fatto al lordo degli oneri deducibili (compresi i redditi dei fabbricati soggetti a cedolare secca), ma vengono esclusi:

  • Il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze;
  • I premi di risultato soggetti ad imposta sostitutiva del 10%.

Analizziamo in dettaglio come cambiano (e di quanto) le detrazioni da lavoro dipendente.

Le nuove detrazioni da lavoro dipendente fanno riferimento sempre all’articolo 13 del TUIR in modo da differenziare gli importi differenti a secondo dei redditi.

La Manovra 2022 ha modificato i redditi e delle detrazioni, in particolare la prima fascia di calcolo passa da 8 mila a 15 mila euro.

Sono state modificate inoltre le soglie del secondo e terzo scaglione delle detrazioni:

  • Nel 2021 ricadevano nella 2°fascia tutti i lavoratori che avevano il reddito superiore a 8 mila ma non superavano 28 mila euro, nel 2022 c’è stata una modifica che sposta l’asticella da 8000 a 15000 euro fino alla soglia dei 28000;
  • Nella 3° fascia sono stati inseriti i lavoratori con reddito complessivo superiore a 28 mila ma non eccedente i 55 mila euro.

E per concludere nell’anno 2021 i lavoratori che superavano la soglia dei 55000 euro e non spettavano le detrazioni, oggi l’asticella si è abbassata a 50000 euro.

Detrazioni lavoro dipendente 2022: le nuove regole

Tenendo in considerazione delle indicazioni dell’ultima legge di bilancio, già dalla busta paga di gennaio 2021 le detrazioni si devono calcolare facendo riferimento alla seguente tabella:

Anno 2022
Reddito complessivo (RC) Detrazione
Non superiore a 15.000,00 euro 1.880,00
Superiore a 15.000,00 ma non eccedente i 28.000,00 euro 1.910 + [1.190 * (28.000 – RC) / 13.000,00]
Superiore a 28.000,00 ma non eccedente i 50.000,00 euro 1.910 * [(50.000,00 – RC) / 22.000,00]
Oltre 50.000,00 euro 0

Altra detrazione che viene riconosciuta annualmente pari a 65,00 euro per i lavoratori con reddito da 25000 a 35000 euro. (Decreto Legge numero 3/2020) il calcolo deve essere fatto comprendendo tutti i giorni compresi i festivi, riposi, ed altro, che danno diritto alla retribuzione soggetta a ritenute fiscali (cosiddetti “giorni detrazione”), mentre devono essere esclusi quelli per i quali non spetta alcun compenso (le aspettative non retribuite e le assenze ingiustificate).

Tutto quanto detto non vale per la prima fascia di detrazione (quella per i redditi sino a 15 mila euro, in tal caso pur rapportando l’importo ai periodi lavorativi, questo non potrà essere inferiore a 690,00 euro elevati a 1.380,00 euro per i rapporti a tempo determinato.

Il confronto con il 2021

Per essere piu’ chiari nell’esposizione delle innovazioni della riforma confrontiamo i criteri di calcolo in vigore sino al periodo d’imposta 2021, prima delle modifiche decise dalla Legge di Bilancio:

Anno 2021
Reddito complessivo (RC) Detrazione
Non superiore a 8.000,00 euro 1.880,00
Superiore a 8.000,00 e non eccedente i 28.000,00 euro 978 + [902 * (28.000,00 – RC) / 20.000,00]
Superiore a 28.000,00 e non eccedente i 55.000,00 euro 978 * [(55.000,00 – RC) / 27.000,00]
Superiore a 55.000,00 euro 0

Per la fascia fino a 8000 euro le detrazioni spettante valgono le stesse considerazioni fatte per chi, dal 2022, ha realizzato un reddito complessivo non superiore a 15 mila euro (detrazione minima equivalente a 690 / 1.380 euro).

Detrazioni lavoro dipendente 2022: confronto tra importi 2021 e 2022

A parità di reddito si vede nella seguente tabella a quanto ammontavano le detrazioni da lavoro dipendente fino al 2021 e la somma spettante per il 2022.

Reddito complessivo Importo 2021 Importo 2022 Differenza 2022 – 2021
8.000,00 euro 1.880,00 euro 1.880,00 euro 0
15.000,00 euro 1.564,30 euro 1.880,00 euro + 315,70 euro
20.000,00 euro 1.338,80 euro 2.642,21 euro + 1.303,41 euro
25.000,00 euro 1.113,30 euro 2.249,53 euro + 1.136,23 euro
32.000,00 euro 833,06 euro 1.627,57 euro + 794,51 euro
40.000,00 euro 543,28 euro 868,10 euro + 324,82 euro

Un dipendente con reddito complessivo pari ad euro 20 mila:

Anno IRPEF lorda (A) Detrazioni lavoro dipendente (B) IRPEF netta dovuta

(A-B)

2021 4.800,00 1.338,80 3.461,20
2022 4.700,00 2.642,21 2.057,79

 Detrazioni lavoro dipendente 2022 beneficiari

Durante la loro attività lavorativa i lavoratori che producono molteplici  redditi  possono avvalersi delle detrazioni (ai sensi dell’articolo 13 comma 1 del TUIR) se appartengono alle categorie sotto esposte:

  • Redditi di lavoro dipendente;
  • Compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20%, dai lavoratori soci di cooperative di produzione e lavoro, cooperative di servizi, cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli, cooperative della piccola pesca;
  • Indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti, a seguito di incarichi svolti in relazione a tale qualità;
  • Somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio ovvero di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale;
  • Somme e valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione a rapporti dicollaborazione coordinata e continuativa;
  • Le remunerazioni dei sacerdoti;
  • Le prestazioni pensionistiche di cui al Decreto Legislativo 21 aprile 1993 numero 124, comunque erogate;
  • Gli altri assegni periodici, comunque denominati, alla cui produzione non concorrono attualmente né capitale né lavoro, compresi quelli indicati alle lettere c) e d) del comma 1 dell’articolo 10 tra gli oneri deducibili, esclusi quelli indicati alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 41

Ex Bonus Renzi da 100 euro

La Legge di Bilancio stabilisce che a seguito dell’aumento delle detrazioni da lavoro dipendente si aggiunge la modifica dell’impianto del trattamento integrativo (ex “Bonus Renzi”), che a decorrere dal periodo d’imposta 2022, spetterà in misura “piena” (euro 1.200,00 netti annui) per chi ha un reddito complessivo non superiore a 15 mila euro (rispetto alla precedente soglia di 28 mila euro).

Tutti i lavoratori con reddito inferiore a 15 mila ma non superiore i 28 mila avranno diritto al bonus solo se la somma delle detrazioni (elencate all’articolo 1 comma 1 del Decreto Legge 6 febbraio 2020 numero 3) è superiore all’IRPEF lorda. Se questa somma viene superata, il trattamento integrativo (comunque non eccedente i 1.200,00 euro annui) sarà pari alla differenza tra le suddette detrazioni e l’imposta lorda.

A decorrere del periodo d’imposta anno 2022 la manovra ha abrogato l’ulteriore detrazione spettante, sino all’anno precedente, in favore di coloro che possedevano redditi superiori a 28 mila ma non eccedenti i 40 mila euro.

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